Mostar – Un giorno in Oriente

Alessandro Torselli ci racconta il suo viaggio

Bosnia Erzegovina…punto d’incontro tra Oriente e occidente 

Seppur due stati molto vicini tra di loro, passando dalla Croazia alla Bosnia Erzegovina, il cambiamento è notevole e si fa sentire. Tale cambiamento è ancora più forte se poi la città, meta della nostra gita, è Mostar. Il panorama, le strutture architettoniche, l’atmosfera orientale che subito ti avvolge, sono gli elementi che determinano questo cambiamento totale.
Centro economico, politico e culturale dell’Erzegovina, la città si trova sul crocevia dove Oriente e Occidente s’incontrano, nel punto di contatto tra culture e civiltà diverse. Il fiume Neretva, che divide in due Mostar, è il più grande dell’Erzegovina ed  è stato parte fondamentale nella crescita e nello sviluppo economico della città, così come il suo ponte: lo Stari Most.

Vecchio Ponte (Stari Most)

Un po’ di Storia
Prima dell’avvento dei Turchi, nel XV secolo, cominciò a svilupparsi un insediamento intorno a un ponte sospeso con catene sul fiume Neretva, mentre sulla riva sinistra sorgeva un abitato destinato a diventare il nucleo urbano della Cittavecchia.
Il nome di Mostar compare per la prima volta nel 1474. Nelle torri, situate alle estremità del ponte sospeso con catene, vigilavano i guardiani chiamati Mostari, da most che significa ponte; da qui il nome della città.
Durante la dominazione turca, Mostar divenne sede di funzionari e dignitari civili e militari. Per questo motivo fu costruito nel 1556 un ponte in pietra (…quello attuale, lo Stari Most) nelle immediate vicinanze di quello sospeso.
Dal 1767 Mostar è sede del Metropolita ortodosso e dal 1847 anche del Vescovo cattolico.
Visita del Centro Storico
Giungendo nel centro storico dalla  parte dello Stari Most, non è raro imbattersi nei tuffatori localiproprio nel momento  in cui  si accingono a lanciarsi dal ponte. Dopo una raccolta di offerte in danaro da parte dei  turisti, uno dei tuffatori si posiziona  al centro dell’arco e si  lancia nel fiume da una altezza di circa 25 metri.

Il  Kujundziluk, o via degli Orefici,  è il quartiere che inizia subito dopo il  Vecchio  Ponte e si sviluppa lungo la riva sinistra della Neretva. Questo è stato il primo nucleo della città,  la  parte più vecchia e caratteristica che con la sua via acciottolata attira subito l’attenzione dei turisti. Con i suoi numerosi negozi, la via è sempre animatissima. Qui si può trovare ogni  genere di articolo e souvenir veramente particolari e originali.

Mentre passeggiamo tra questi negozi, pur essendo attratti dalla miriade di articoli esposti, ogni tanto dobbiamo fare in modo di volgere lo sguardo anche verso l’alto. Possiamo così ammirare la bellezza e la particolarità delle vecchie tipiche costruzioni in pietra, in evidente stile ottomano, che costituiscono la vera bellezza del quartiere, con le loro particolari finestre e spesso coloratissime.

Proprio in questo quartiere, lungo la Via degli Orefici, si trovano anche due rilevanti strutture architettoniche di particolare interesse storico: la moschea Koski Mehmed Pascià e la casa ottomana Biscevica kuca.
Moschea Koski Mehmed Pascià. La moschea, completata tra il 1618 e  1619, si trova poco distante dal Vecchio Ponte, sulla riva sinistra della Neretva proprio nel centro  storico di Mostar ed è  uno degli edifici che più degli altri ha subito danni durante la  guerra. Fortunatamente è stata ben restaurata ed ancora oggi possiamo ammirarla ed apprezzarla nel suo inconfondibile  stile. Il suo interno è decorato in maniera sobria ed arredata con tappeti visto che l’edificio è tutt’ oggi luogo  di culto.
Attraverso una piccola scala a chiocciola, si può salire in cima al Minareto, da dove il panorama è davvero superbo.
Accanto al piccolo cimitero ottomano, all’ interno del cortile, ci possiamo rinfrescare alla Fontana delle Abluzioni, con la sua cascatella d’acqua.

Fontana delle Abluzioni

Casa ottomana Biscevica kuca, in un ambiente come questo, non possiamo perderci l’opportunità  di visitare una casa ottomana. La Biscevica kuca, al termine del  quartiere Kujundziluk, è quello che fa per noi. E’ una delle case più importanti di epoca turca a Mostar. Costruita nel  XVIII secolo, è una delle più belle e delle tre protette a Mostar. E’ composta di un bel  cortile dove venivano accolti gli ospiti e con una piccola costruzione che serviva da cucina. L’interno della casa è ancora tutto ben arredato e corredato di tanti oggetti  dell’epoca. 

Ciò che comunque ha reso famosa la città di  Mostar, è il celebre ponte, il Ponte Vecchio o Stari Most,  il più  famoso di tutti i  Balcani, costruito  nel 1565 sotto l’impero ottomano, nella parte più  stretta del fiume Neretva
Attorno a questo  grandioso monumento si è sviluppato il  nucleo della città vecchia, con le  sue fortezze, le sue torri in un  insieme architettonico unico nel suo genere.
La  visita di Mostar, può cominciare proprio da qui; l’approccio è bellissimo: negozi tipici, case in pietra  e la  pavimentazione del tutto particolare.
Lasciare questa città non è facile. Il suo fascino e l’atmosfera così orientale, ti attraggono a  tal punto che si fa veramente fatica a partire…dimenticavo: non partite comunque senza aver mangiato del buon Byrek annaffiato con Rakì.